IL SISTEMA DI COTTURA PREFERITO DALLE CELLULE TUMORALI

Oggi nel 59% di case, ristoranti e bar europei troviamo un forno a microonde, un pratico strumento domestico che facilita i nostri frenetici ritmi di vita. Ma cosa si nasconde dietro a questo contradditorio oggetto, bandito dagli amanti della tradizione gastronomica e accettato dai fautori della sua velocità d'impiego?


Prima di affrontare le problematiche legate al frono a microonde, vediamo si cosa si fonda questo elettrodomestico... della velocità.

Apparecchi elettronici e linee elettriche producono campi elettromagnetici (CEM), che emanano anche piccole quantità di radiazioni.

Le microonde (MOD) sono forme di radiazione elettromagnetica, comunemente chiamate campi elettromagnetici (CEM), che hanno origine dalle cariche elettriche e dal loro movimento oscillatorio di un conduttore percorso da corrente. Un campo elettromagnetico è un insieme di grandezze fisiche, il cui comportamento è espresso da una serie di equazioni elaborate nel 1873 dal fisico inglese James Maxwell e rielaborate dalla fisica quantistica del primo '900 da Max Felix Von Lau, con la relazione degli atomi con i raggi X.

Che sono le microonde
Le microonde sono radiazioni non ionizzanti che funzionano nello spazio ristretto del forno in un immenso campo concentrato in uno spazio limitato.
L'elettricità così generata in una corrente continua di 2000 Volt alimenta il magnetron, una sorta di tubo a vuoto con una potenza media tra i 600 e 900 Watt che genera onde di radiazione di lunghezza ultracorta e energia elevata. Tramite la guida d'onda vengono indirizzate all'interno della camera di cottura con una ventola di distribuzione che le fa rimbalzare in ogni direzione a una frequenza di 2450 MHz, con lunghezze d'onda di 12 cm e 2,45 miliardi di cicli al secondo, creando un campo elettrico che inverte la sua direzione 4,9 miliardi di volte al secondo. I cluster (agglomerati molecolari) dell'acqua si rivoltano continuamente per riallinearsi alle direzioni contrapposte del campo elettrico, aberrando il loro contenuto sia energetico che informativo, che diviene caotico e disordinato per la cellula trattata dai raggi. Le molecole così sottoposte al processo disordinato si urtano tra di loro accelerando e assorbendo la fluttuazione magnetica, che si trasforma in calore irregolare diffuso su tutta la camera di cottura. IL cibo è cosi scaldato dall'interno verso l'esterno senza la mediazione naturale di aria e acqua, come avviene nelle cotture a fuoco, quindi in alcune sue parti può rimanere freddo e crudo; questo spiega la necessità di un piatto girevole che ruoti durante la cottura.

Perché non si dovrebbe usare
1) Il forno a microonde causa pericolose radiazioni alternate innaturali.
2) Forma agenti cancerogeni in alcuni cibi.
3) Riduce al minimo le proteine e le vitamine degli alimenti.
4) Compromette la struttura molecolare dei lipidi e dei fitoelementi.
5) La cottura non omogenea e irregolare non debilita agenti patogeni contenuti nel cibo conservato.

Il pericolo dei contenitori
Per concentrare tutte le microonde sugli alimenti si usano materiali trasparenti alle radiazioni, come plastica, alluminio, ceramica, porcellana, vetro o terracotta. Ma nessuno è completamente sicuro:
• il vetro ha dei componenti del piombo che possono scheggiarsi,
• la ceramica contiene a volte minerali che assorbono l'energia arroventandosi;
• la plastica sottile può fondersi per il calore provocato dal cibo;
•la stagnola d'alluminio deve mantenersi 2 cm dai bordi per non formare archi elettrici;
• la terracotta può frantumarsi a causa di bolle d'acqua contenute all'interno della sua struttura al momento della sua fabbricazione;
• una carta da preriscaldo da cucina può generare lo sviluppo di incendi a causa del calore eccessivo generato;
• la porcellana può provocare scintille elettriche per via delle decorazioni metalliche.

Consigli agli irriducibili per limitare i danni
• Attendere almeno due minuti prima di consumare il cibo dopo la cottura per limitare parzialmente lo stress biologico delle molecole.
• Controllare periodicamente lo sportello di chiusura e le guarnizioni periferiche con appropriati strumenti di rilevazione.
• Mai usare contenitori in PVC.
• Non aprire mai la porta se non a forno spento.
• Non incoraggiare adolescenti all'uso.
• Stare a una distanza minima di 90 cm. durante il ciclo di cottura.
• Evitare di cucinare cibi surgelati e preconfezionati.
• Mai sottoporre un cibo a trattamenti ripetuti.
• Mai salare, speziare, condire o zuccherare i cibi prima della cottura.
• Limitare il più possibile i tempi oltre la cottura minima consigliata dal produttore per ogni cibo.
Nei ristoranti e nelle tavole calde pretendete cotture sane (spesse volte si utilizza questa cottura per accelerare il tempo di servizio).

Breve storia del forno a microonde
Questa invenzione ha una datazione ufficiosa negli anni '40 come primo impiego databile. Nel giugno 1941, durante la seconda guerra mondiale, la Germania nazista sta approntando la logistica per l'invasione della Russia di Josif Stalin. Per facilitare in questo gigantesco sforzo bellico la preparazione in prima linea dei pasti precotti viene sperimentato il progenitore del moderno forno a microonde, che viene rimpicciolito e adattato ai sommergibili per la parte finale del conflitto con risultati interessanti, come praticità e velocità d'impiego che si rispecchia nelle casalinghe indaffarate dei nostri giorni.
Dopo la guerra questa tecnologia fu importata negli USA, dove il primo forno casalingo fu messo in commercio dalla Raytheon Company nel 1952, il radarange (da radar e range), che brevettò con esclusiva mondiale la tecnologia nazista.

Percy Spencer, che ha diffuso il forno a microonde negli USA.

La leggenda colorata legata all'invenzione ufficiale in chiave americana viene da Percy Spencer, tecnico della Rad Lab (laboratori per studi Radar) che, trovandosi vicino a un'apparecchiatura a raggi (il Magnetron), si ritrovò con dei chicchi di grano in tasca trasformati in pochi secondi in pop corn. Riprovò con un uovo che esplose; con genio degno di Leonardo intuì le possibilità d’impiego commerciale cedendo il brevetto alla società, diventandone membro e dirigente operativo.
Da quel momento il prodotto venne lentamente distribuito in tutto il mondo senza che venisse effettuata una seria ricerca sulle modifiche strutturali da parte delle autorità sanitarie di alcuna nazione. Solo negli anni 70 incominciarono a comparire in Occidente dei rapporti indipendenti che mettevano in dubbio la sicurezza nutrizionale dei cibi cotti a microonde. Studi istologici su broccoli e carote cotti con questo elettrodomestico rilevarono che la struttura molecolare dei nutrienti era deformata con distruzione delle pareti cellulare, mentre con le cotture tradizionali rimaneva intatta.

Cronistoria delle ricerche
1957. L' istituto di radiologia di Klinsk in Bielorussia sconsiglia i forni a microonde per la scoperta di agenti che stimolavano il cancro (le d-nitrosoditanolamine).
1973. I ricercatori polacchi P. Czerski e W.M. Leach pubblicano una ricerca edita da Polish Medical Pubblishers di Varsavia che mostra come le microonde causano tumori agli animali da laboratorio.
1975. Una ricerca di E. Schrumpf e H. Charley sul Journal of food science evidenzia come le verdure cotte a microonde subiscano deformazioni degli elementi nutritivi.
1977. Numerose organizzazioni a difesa dei consumatori diffondono la notizia che le radiazioni emanate dai forni a radar causano danni gravissimi all’organismo umano e animale durante la cottura e aprendo il vano sportello, che risulta non completamente schermato.
1987. Lo studioso tedesco Paul Brodeur scopre dei danni irreversibili all'occhio umano dopo un'esposizione prolungata davanti al forno a microonde.
1989. In Inghilterra, dopo un epidemia di intossicazioni alimentari, un'associazione inglese mette sotto accusa la cottura ultrarapida come fonte di contaminazione aberrante e temperature insufficienti per debellare i batteri contenuti negli alimenti che causano di affezioni come listeriosi e salmonella.
John Gummer, sottosegretario inglese, annuncia che nei laboratori statali a Bristol sono stati testati 102 diversi modelli di forni prodotti da 24 industrie, con esiti che portano le industrie Dixon e Commet a ritirare il prodotto dal mercato, mentre la Toshiba e la Sharp ammettono che i loro modelli non hanno superato i test di verifica.
1989. Sempre in quell'anno una ricerca statale condotta a Vienna individua un cambiamento significativo nel cibo cotto a microonde sulle proteine.
1991. Un documento redatto dalla CEE conferma i lavori inglesi del 1989, che dimostrano che durante la cottura dei cibi non si distruggono i microrganismi e i batteri per temperature irregolari sul cibo preparato.
1992. Il dott. Hans Ulrich Hertel e il prof. Bernard Blanc analizzano e verificano i cambiamenti dei linfociti (globuli bianchi del sangue umano) di consumatori abituali del cibo trattato a microonde.
1993. L’esperto chinesiologo David Bridgmann afferma che il 98% dei pazienti sono ipersensibili ai forni a microonde.
2001-2002. Alcuni scienziati svedesi scoprono una sostanza chimica chiamata acricamide che può provocare tumori al sistema nervoso di uomini e animali. Questa sostanza non si trova nei cibi crudi o trattati con cotture tradizionali.
2003. Un team spagnolo scopre che le verdure trattate nei microonde non contengono antiossidanti.
2006. L 'inglese Arielle Reynorlds dimostra che la struttura energetica dell'acqua è compromessa dal microonde.
2007. Su un articolo di BBC news si verifica staticamente come l'obesità e le malattie degenerative e metaboliche si relazionino al cibo precotto.
2009. Gli scienziati della Colorado University, coordinati dalla dottoressa Patricia Kendall, prendono in esame e verificano i pericoli dei cibi che la cottura veloce non riesce a scaldare uniformemente, lasciando dei punti caldi e freddi che possono permettere agli agenti patogeni di sopravvivere.
2009. Il dipartimento dell’Agricoltura dell’università indiana di Punjab prova la diminuzione proteica dei legumi cotti a microonde.
2011. Il dipartimeno di Te heran individua danni strutturali alla carne dopo trattamenti a microonde.
2012. Un team di tossicologi della Corea del sud verificano che i contenitori per alimenti rilasciano una sostanza nociva chiamata bisfenolo. Scoperta interessante per i fabbricanti di forni a microonde, che minimizzano le ricerche sopracitate ma confermano gli studi coreani; infatti consente a loro la possibilità di ampliare il commercio dei contenitori da forno da loro pubblicizzati e brevettati. Il forno a microonde può far male secondo i fabbricanti SOLO in un prodotto non commercializzato da loro, inserito in un contenitore NON distribuito da loro. Non risulta che nessuna industria costruttrice abbia mai finanziato una ricerca seria condotta da un ente neutrale per smentire questo curioso paradigma.

Per Leonardo, una dimostrazione vale cento teorie
Il corpo per istinto non mente, non dimentica e tende sempre a ciò che gli è più similare e benefico. Sopporta e si adatta a fumo, privazioni, droghe, cibo spazzatura, mediando a ogni situazione per istinto vitale di sopravvivenza, ma è geneticamente indirizzato sempre al miglior scenario evolutivo nel tempo e nello spazio.
Avete mai comparato l'esperienza tattile, sensoriale e gustativa di un prodotto cotto in modo tradizionale e nel medesimo elemento cotto in questa tecnica ultraveloce? Avete mai osservato visivamente quanto un cibo trattato in cottura ultraveloce sia pallido, spento e raggrinzito?
Avete mai verificato se il vostro cellulare squilla, ricevendo segnali all'interno di questi prodotti definiti dai fabbricanti "super schermati"?
Avete mai visto un vostro animale domestico accucciarsi istintivamente vicino a uno di questi forni dopo che è stato utilizzato?
Avete notato la differenza di sapore tra una pizza cotta in un forno a legna e una cotta in un forno elettrico?
Avete mai chiesto a un esperto chef se in una prova delle sue abilità utilizzerebbe davanti a una giuria competente un simile attrezzo?

Provocare per stimolare
Assaggiate del formaggio trattato nel microonde e darete alla caseina contenuta nel cibo la più alta possibilità di trasformarsi in una cellula tumorale nel vostro corpo (da uno studio del 1992 dell'Università di Stanford, California, sui pericoli di riscaldare o scongelare latticini nei microonde).
Scusate la provocazione, ma nel nostro corpo ogni giorno si formano migliaia di radicali liberi che non si trasformano in tumori, quindi aiutiamo il nostro organismo nel suo meraviglioso lavoro preventivo.
Usiamo le cotture naturali, frutto di benefiche tradizioni secolari come a forno, per bollitura, a vapore o a fiamma e saltuariamente con la griglia, la brace e la frittura.
Lo studio delle onde elettromagnetiche e delle risposte biologiche potrà forse un domani donarci metodologie di cucina personalizzate che si integrino con le frequenze continue delle energie benefiche.
Per ora alla luce delle ricerche confiniamo questa tecnica antigienica a un inutile soprammobile delle nostre cucine o oggetto da discarica dei nostri rifiuti.
Per saperne di più

Bibliografia
Saverio Pipitone. Forno a microonde? No grazie. 2014, Macroedizioni.
Leo Hickman. Il microonde fa male. 2006, Editore internazionale.
Beatrice Salvemini. Forni a micronde. Gli effetti sul cibo. Rivista Terre Nuove, Settembre 2013.
Andrea Manicardi Fast food in cucina con forni a microonde. Rivista Mack Up, Dicembre 2002.

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...