Noi, civilizzati e infelici

Agli albori dell'umanità vivevamo ancora nelle foreste, tra feroci animali selvatici, piante velenose e piogge torrenziali, e così abbiamo deciso di costruirci le capanne utilizzando ciò che la Natura ci offriva gratuitamente e illimitatamente: il legno.



Nelle capanne la pioggia non ci faceva più paura e neppure l'assalto improvviso degli animali selvatici, annoiati allora abbiamo allargato sempre più quelle capanne, disboscando via via sempre più pezzi di foresta e riproducendosi con più frequenza.


L'infinita foresta perdeva via via la sua selvaggità, lasciando posto a grandi aree di pascolo dove abbiamo rinchiuso certi animali e dove abbiamo iniziato a dividere lo spazio sacro in recinti, da questo preciso momento iniziarono i guai sulla Terra.



Quei recinti si moltiplicarono sempre più e gli uomini iniziarono a farsi la guerrauccidendosi pur di avere un pezzetto in più di terra ed esclamare: "Tutto questo ora è mio!"

Iniziò la divisione degli animi umani e nacquero due classi sociali tutt'ora esistenti: i ricchi e i poveri.

L'odio umano crebbe ancora di più come sappiamo con l'avvento delle religioni monoteiste portando nei secoli a venire infinite guerre. Le grandi città furono l'altra causa del decadimento umano, perché una volta allontanato l'uomo dalla Natura che offriva il suo cibo gratuitamente, egli doveva ora lavorare gran parte del suo tempo per "mantenersi".

Le capanne oggi sono diventate case costosissime che non tutti si possono permettere, dove si è costretti a pagare le tasse anche una volta pagata la casa stessa...

Dicono che ci siamo civilizzati, "evoluti", ma io vedo solo un crescente odio tra la gente, vedo il cemento soffocare ogni giorno di più quel poco verde rimasto incontaminato, vedo vendere cibo che non nutre, ma che al contrario, grazie ai maghi neri della chimica industriale, sembra progettato appositamente per farci ammalare.

E vedo la gente apatica andare e venire di tutto corsa dai luoghi di lavoro, mentre non avanza tempo neppure più per i propri figli, ora istruiti dai cattivi messaggi della Tv che li vuole volgari, banali e superficiali.

E tutto questo accade ogni giorno sotto i nostri occhi insensibili da bravi cittadini civilizzati, abili nell'elaborare pensieri razionali, ma disabili ormai al linguaggio puro del cuore.






Civilizzati e infelici è il caso di dire.






Noi camminatori sotto un cielo dove non si vedono più le stelle a causa dello smog prodotto dal nostro bel progresso, eppure a molti questo insensato stile di vita pare bello e rassicurante, come il posto fisso e la garanzia sull'auto nuova.



Ma io non so perché, rimpiango nel mio cuore ere lontane, fatte di linguaggi poco elaborati ma comprensibili in ogni parte del mondo, di cieli stellati e di falò accesi al chiar di luna, di balli e di danze, di cibo genuino, di quella sottile unione tra uomo e Natura e animali, dove la vita viene vista nella sua maestosa interezza, lontana dai ritmi frettolosi moderni, lontana dalle ansie che graffiano la pace interiore e lontano da tutta questa gente che di umano ha solo il corpo, la grezza forma fisica e che si è volutamente dimenticata di essere parte di un infinito Universo.

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