HOLLYWOOD E′ LA MACCHINA DEL PENSIERO

Da Byebyeunclesam - “Bisogna riconoscere un successo all’America. In tutto il mondo ha esercitato una clinica e precisa manipolazione del potere, mascherandola come strumento del bene universale. E’ un vero e proprio atto d’ipnosi, brillante e ben riuscito.”
Harold Pinter 


In quasi tutto il mondo, la storia di un paese è scritta dagli storiografi, in America è Hollywood a scriverla sullo schermo. Non che manchino polposi e ponderosi tomi di storia, ma per lo più sono scritti da accademici per altri accademici. Inoltre, un’immagine che scorre veloce sullo schermo lascia poco tempo allo spettatore di meditare su quello che vede e sente. E’ una strada a senso unico, dallo schermo propagandante allo spettatore propagandato e quindi esentato (o precluso) dal formarsi una propria opinione.
Hollywood è la macchina del pensiero, di quel che si vuole che la gente sappia e di quel che si vuole che la gente ignori.
Ai comandi della macchina del pensiero è il nucleo del potere, espressione ombrosa e chiaroscura, come del resto lo è la struttura che vuole descrivere. perché il nucleo del potere è un’entità simile alle particelle della meccanica quantistica, che si agitano ma non si può dire cosa sono o dove siano, perché possono essere descritte soltanto statisticamente. Il nucleo del potere esiste e come (!), ma è viscido, strisciante, proteiforme, inafferrabile – anche se sceglie i politici e, con diabolica precisione, determina gli oggetti del pensiero delle masse e di come gli oggetti debbano essere pensati.
Da quando la macchina del pensiero è diventata tecnicamente affidabile (più o meno dal 1920 in poi), si sono succedute varie fasi della storia hollywoodiana dell’America. Poi, con l’avvento della televisione, estensione domestica della macchina del pensiero, l’indottrinamento e il controllo della mente collettiva è totale.
All’inizio cinematografico c’erano gli indiani, bestiali e selvaggi, che angariavano e ammazzavano i poveri onesti lavoratori bianchi fino a quando arrivavano i nostri. La guerra civile era un mal combinato matrimonio andato a male tra Clark Gable e Vivian Lee in “Via col Vento”. Poi l’America vinse da sola la seconda guerra mondiale, grazie ai marines che sempre eliminavano i perfidi tedeschi.
Ai tedeschi fecero seguito gli altrettanto perfidi coreani comunisti. Mentre il controspionaggio americano (James Bond docet), sempre scopriva in tempo le sordide trame, molto spesso dei russi comunisti, atei e malvolenti.
Sul fronte domestico, gli indiani selvaggi e bestiali avevano lasciato il posto a loschi e crudeli banditi, preferibilmente messicani – vedi le dozzine dei cosiddetti spaghetti western.
I negri, in origine solo comparse e servi domestici, arrivano sullo schermo dopo Martin Luther King e il movimento per i diritti civili.
Ma delle ribellioni, delle impiccagioni, delle schiavistiche condizioni di lavoro , degli eccidi di operai che si agitavano per qualche minimo diritto, riduzione delle ore lavorative, formazione di sindacati etc. … praticamente niente.
Jimmie Moglia




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