Papa Francesco: “Urge un’autorità politica mondiale”

di Davide Consonni

Per gli eruditi criptopolemologi oggi viventi, pochi per la verità, dovrebbe essere un argomento di dibattito interessante quanto doveroso da affrontare. Ci si riferisce all’attuale ruolo assunto da Santa Romana Chiesa nei confronti di quello che le migliori penne dell’antimassonismo cattolico hanno definito “mondialismo sinarchico”.

Numerosi furono i teorici apologeti di tale sistema organizzativo dell’umana società, Jan Amos Komensky e Joseph Saint-Yves d’Alveydr, solo per citare due colonne portanti del tempio anticristico del mondialismo sinarchico rivoluzionario.

Non volendo tediare lo sventurato lettore malcapitato su tale scritto giungiamo al nocciolo della questione. Nella recente enciclica emanata dal Bergoglio moltissimi potrebbero essere gli spunti di discussione e dibattito, uno soltanto ci preme che venga evidenziato e nel limite del possibile compreso. Ci si riferisce all’articolo 175 del capitolo quinto. Qui di seguito è riportato il testo completo di tale articolo.


Ne riassumiamo in sintesi il senso citando testualmente: è “indispensabile lo sviluppo di istituzioni internazionali più forti ed efficacemente organizzate…[…]…urge la presenza di una vera Autorità politica mondiale…”. Il testo è piuttosto cristallino, semanticamente non pare lasciar campo a dubbi di sorta: a fronte di date problematiche globali la soluzione proposta prima da Roncalli, poi da Ratzinger ed infine da Bergoglio (che cita i primi due), è l’urgente necessità indispensabile della presenza di una autorità politica mondiale, un governo planetario, tecnocratico, che faccia fronte ai problemi insoluti con soluzioni comuni.

È innegabile che un siffatto governo globale è stato teorizzato, auspicato e propagandato dai fondatori nonché animatori dei più ristretti circoli elitari di cui la storiografia criptopolemologica abbia memoria. Il mondialismo anticristico è un crogiolo sterminato di teorie e autori, fin dalla seconda metà del ‘600 (con Comenius) questo tumore si alimentò di schiere battagliere e determinate di settari e adepti; oggi il patto sinarchico di Saint-Yves d’Alveydr è stretto, i migliori sogni custoditi da quel pugno di famiglie che campano di usura cosmopolita da secoli sono concreta realtà, il novello ordine mondiale è oggi un solido edifico in perenne costruzione e ampliamento, il cui cantiere abbraccia il globo contando milioni di muratori e operai.

Gli unici nemici acerrimi di tale bolgia luciferina sono i Sovrani Pontefici della Chiesa Universale, i quali, dal bergamasco in poi, paiono aver cambiato casacca rispetto ai santi loro predecessori. Pare che 20 secoli di opera Salvifica vengano oggi considerati dal modernismo come un incidente storico, l’opposizione al mondo e gli antichi paramenti liturgici hanno lasciato spazio allo spirito del tempo della dissoluzione, l’apostasia come programma ecclesiastico non smette di scandalizzare i cuori degli umili e dei semplici. Il conflitto in atto pone la Chiesa del Dio che si è fatto Uomo in antitesi col mondo in cui l’Uomo s’è fatto Dio, la sposa di Cristo contro la Sinagoga di Satana, il Kathékon (dal greco Καθῆκον: perfezione) in antitesi al Hamartemata (dal greco ἁμαρτήματα: errore, disordine).

Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.

Testo parziale dell’articolo 175, capitolo quinto, Enciclica Laudato Si’, 24 maggio 2015:

Il XXI secolo, mentre mantiene una governance propria di epoche passate, assiste ad una perdita di potere degli Stati nazionali, soprattutto perché la dimensione economico-finanziaria, con caratteri transnazionali, tende a predominare sulla politica. In questo contesto, diventa indispensabile lo sviluppo di istituzioni internazionali più forti ed efficacemente organizzate, con autorità designate in maniera imparziale mediante accordi tra i governi nazionali e dotate del potere di sanzionare. Come ha affermato Benedetto XVI nella linea già sviluppata dalla dottrina sociale della Chiesa, «per il governo dell’economia mondiale; per risanare le economie colpite dalla crisi, per prevenire peggioramenti della stessa e conseguenti maggiori squilibri; per realizzare un opportuno disarmo integrale, la sicurezza alimentare e la pace; per garantire la salvaguardia dell’ambiente e per regolamentare i flussi migratori, urge la presenza di una vera Autorità politica mondiale, quale è stata già tratteggiata dal mio Predecessore, [san] Giovanni XXIII». In tale prospettiva, la diplomazia acquista un’importanza inedita, in ordine a promuovere strategie internazionali per prevenire i problemi più gravi che finiscono per colpire tutti. [Enciclica Laudato Si, Papa Francesco, Cap. V, articolo 175, 24 maggio 2015]

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