Di Francesco Manna
Prima il posto fisso, poi il risparmio privato, infine la casa di proprietà.
Ci hanno abituato a pensare che il lavoro stabile sia anacronistico, una dimensione nostalgica e inadatta alle dinamiche del Terzo Millennio (il Jobs act legalizza il precariato permanente e il licenziamento arbitrario).
Fatevene una ragione ci hanno detto.
E ce la siamo fatta.
Ci stanno abituando a pensare che il bail-in sia una cosa buona e giusta (tradotto: le banche perdono giocando d’azzardo, i clienti pagano il conto, tutto a norma di legge). E ce ne stiamo facendo una ragione.

Anzi: a considerare una fortuna riuscire a pagare un affitto, così come ormai si considera un privilegiato chi riesce a raccattare qualche voucher. E, a quanto pare, ce ne faremo una ragione.
Oggi stiamo assistendo passivamente allo smantellamento di questi tre pilastri, una devastazione lenta, sistematica e tenace.

(vedi l’atto n.256: bastano sette mesi non pagati, anche non consecutivi, per far finire la casa all’asta) e, con le condizioni stabilite per il prestito ipotecario vitalizio, alla morte del beneficiario over 60 gli eredi potrebbero ritrovarsi sul groppone costi insostenibili (con tanto di reintrodotti anatocismo e pignoramento della prima casa), perdendo il possesso della casa.
Il nuovo mondo si preannuncia così:
niente diritti sul lavoro, niente risparmi,
niente pensioni, niente casa di proprietà.
La nuova classe media sarà un esercito di braccianti che vivono alla giornata. In tre parole, saremo tutti sudditi.
In una parola, Medioevo.
Fonte: http://www.newspedia.it/addio-posto-fisso-risparmi-e-casa-di-proprieta-benvenuto-medioevo/
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